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- Raccontami una storia d'amore - P. Bertoli

20/01/2008 12:42 in varie
Ho scritto una storia d'amore perche' mi portasse fortuna
la solita storia melensa, un lui, una lei e la luna
avevo con me la chitarra, decisi cosi' di cantarla
il canto si alzo' pigramente, qualcuno grido' di piantarla.

Ma certo, tu canta alla luna, coi gatti randagi e rognosi
racconta di stupide fole e lascia che il mondo riposi
Riposi di pace artefatta da gente che succhia il sudore
racconta che il mondo e' felice, che importa la gente che muore?

Racconta che lei era bella non dire che esiste il dolore
non dire che siamo sfruttati, racconta una storia d'amore
e dopo nascondi la testa perche' non arrivi una voce
distogli i tuoi occhi dal mondo, ignora la bestia feroce

Non dire di quanti bambini avranno una vita da cani
non dire che siamo milioni, e abbiamo soltanto le mani
racconta stucchevoli storie di principi ad otto cilindri
nascondi miseria e violenza, insabbia, nascondi, dipingi

Dipingi di storie marziane perche' sulla Terra e'diverso
il popolo lotta e lavora e tante battaglie ha gia' perso
ha perso, incassato e riparte, tu li' col tuo pezzo di carta
ma ad ogni battaglia si schiera chi sta da una parte o dall'altra

Se mai ti dovesse colpire la luce di un bel sentimento
se un giorno dovesse arrivarti la voce portata dal vento
allora persino la luna avrebbe un suo giusto decoro
invece di spandere nebbia racconta di me che lavoro

invece di spandere nebbia racconta di me che lavoro


Dedicato  a tutti coloro che vivono nel loro splendido mondo ovattato e fuor
i dal mondo reale,
a tutti coloro che dell'ingiustizia ne fanno il vivere quotidiano traendone benefici alle spalle degli altri,
a tutti coloro che si dirigono altrove rispetto a quello che richiede il mondo,
a tutti coloro che vivono solo sui settimanali,

a tutti coloro che lucrano sul lavoro della gente che rischia la vita
e
a tutti coloro che si sentono chiamati in causa...


unacamena.   2 commenti
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Social forum day

19/01/2008 18:53 in varie

unacamena.   Nessun commento

ERA ORA.............

18/01/2008 18:08 in varie
ANSA: 2008-01-18 17:49
MAFIA: CUFFARO CONDANNATO A CINQUE ANNI
PALERMO - Il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, imputato di favoreggiamento aggravato alla mafia e violazione di segreto d'ufficio, è stato dichiarato colpevole senza aggravante e condannato a cinque anni di reclusione. Cuffaro è stato anche interdetto dai pubblici uffici per la durata della pena.

unacamena.   Nessun commento

Arrivederci Faber...

11/01/2008 15:46 in varie
"Sicuramente ho paura della morte. Non tanto la mia che, in ogni caso, quando arriverà (se mi darà il tempo di accorgermene) mi farà provare la mia buona dose di paura... quanto la morte che ci sta attorno, lo scarso attaccamento alla vita che noto in molti nostri simili, che si ammazzano per dei motivi molto più futili di quanto non sia il valore della vita.
Io ho paura di quello che non capisco, e questo proprio non mi riesce di
capirlo."

F. De Andrè

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E' proprio vero... non c'è parità tra i sessi

08/01/2008 23:40 in varie
Donna: Cara, come ti sembra questa camicia?
Amica: Mmmh, sembra proprio che ti stia bene. Secondo me puoi metterla sia con i jeans, che con una gonna...
Donna: Già, hai ragione, mi piace...

Donna: Caro, come ti sembra questa camicia?
Uomo: Buona
Donna: Ah si? Sarà per via delle decorazioni al cioccolato...
unacamena.   Un commento

Sui giovani d'oggi ci scatarro su...*

07/01/2008 20:50 in varie
Non mi dilungherò inutilmente nel racconto del mio improbabile capodanno, ma vorrei sinteticamente parlarvi di queste due ultime settimane.
Premessa:
Tutto è cominciato quando la simpaticissima compagnia aerea da cui avevo comprato il biglietto CT-NA, invece di nominarmi ad honorem una delle sue maggiori azioniste, ha ben pensato di farmi un regalino di Natale inaspettato e, peraltro, non gradito: ha annullato, una decina di giorni prima della partenza, il volo prenotato per la settimana di Natale. Naturalmente ( che ve lo dico a fare...) è stato impossibile trovare e prenotare un altro volo per la stessa data ad un prezzo decente, quindi ho ben pensato di partire con un comodissimo pullman che sarebbe arrivato a Napoli alle 5 del mattino... avete capito bene, proprio alle 5 del mattino. Quindi un poveretto (santo subito!!!!) che non ha dormito tutta la notte, previa doccia rigeneratrice, è venuto a prendermi alla stazione proprio alle 5 del mattino con i capelli ancora bagnati...
Naturalmente, questo non è tutto. Il Natale è stato molto in stile partenopeo... e ho detto tutto. Con tanto di struffoli, pastiera, roccocò, minestra di rinforzo, capitone e chi più ne ha più ne metta. Non so quante ore sono rimasta seduta a tavola, ma mi sembra di aver cominciato poco dopo le 5 del mattino di quel dì e di essermi alzata in tempo per ripartire per la Sicilia. Credo di aver preso anche qualche chilo, ma... chi se ne frega, se quell'uomo è un santo che lo sia fino in fondo!!!
Per inciso, dalla seconda metà di dicembre, Napoli era invasa dai cumuli di spazzatura che cominciavano a prendere forma come fossero istallazioni di arte contemporanea in procinto di avviarsi ad avere vita autonoma, scegliendo quale luogo della carreggiata fosse più consono ad ospitarli. Ad oggi, credo che l'attrattiva per i turisti susciti ancora interesse, infatti nessuno ha pensato di spostarli.
Trascorso Natale e Santo Stefano, Santo Subito ed io ci siamo imbarcati sulla Trinacria per approdare in Sicilia. Devo dire con schiettezza che il mio sventurato compagno di viaggio (non solo di DeGregoriana memoria...), vittima ancora di uno spiccato spirito pre-adolescenziale, ha ben pensato di farmi notare la presenza di una suora seduta proprio accanto a noi, pizzicandomi il braccio e dicendo "Capa 'e pezza" (che in greco antico significa "donna religiosa incline ad adornarsi con abiti talari persino sopra il capo"). Un po' per il fatto che stavo leggendo "Il vangelo secondo Gesù Cristo" accanto ad una suora (sublime sensazione...), un pò per lo scherzetto di chi mi stava accanto, da quel momento la sventura si è abbattuta su di me. La mia cena è stata restituita con grande generosità agli abitanti del mare, senza peraltro riceverne ringraziamento.
Approdati H-tania, siamo subito saliti sull'auto che avrebbe dovuto portarci a Siracusa. Tale auto era abitata da due strane forme umane dedite alla musica "aus, tecno e da diskoteka".
Evito anche di raccontarvi il cenone e il pranzo di capodanno, nei quali la compagnia ultrasettantenne la faceva da padrone...
Ed evito anche di raccontarvi il veglione di capodanno, trascorso al pronto soccorso per colpa di un'impasticcata che avendo mangiato poco durante il cenone, aveva pensato di completare la cena addentanto un viso un pò paffutello...
E questo è tutto...
E voi? raccontatemi, vi prego, qualcosa di bello...



*   (Afterhours - dedicato esplicitamente alla morsicatrice di S.Silvestro...-)
unacamena.   8 commenti
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Come si vive al cpa di Cassibile

27/11/2007 14:37 in varie

Da una prigione all’altra
Rapporto dall’interno del Centro di Prima Accoglienza di Cassibile
di Roman Herzog

Siracusa - Il bambino di quattro anni spinge la testa contro le sbarre. Ma c’è poco da fare. È già troppo grande, oppure sono le sbarre ad essere troppo strette: una ogni dieci centimetri. La recinzione è alta cinque metri e mezzo, le sbarre finiscono con delle punte temperate. L’ultimo metro è opera recente, si vedono ancora i segni delle saldature e della vernice. Seduti dall’altro lato della gabbia, i carabinieri si godono il sole del primo pomeriggio. Fissano silenziosamente il bambino, senza nessuna reazione. Da qui non può scappare nessuno. Siamo all’interno del Cpa (Centro di prima accoglienza) di Cassibile, in provincia di Siracusa. Un’area ingabbiata di 40 metri per 20. All’interno, un cortile e una struttura di due piani, senza finestre al secondo piano. Si tratta di una delle principali strutture di detenzione dei migranti sbarcati in Sicilia. Nel mese di ottobre 2007, centinaia di migranti e rifugiati sono arrivati lungo le coste siracusane, ma negli ultimi dieci giorni non ci sono stati nuovi arrivi. Eppure al Cpa si trovano 170 persone (N.B. Nelle scorse settimane si sono toccati picchi di 400 persone, di cui 100 bambini...), chiuse in una struttura fatiscente, improvvisata, che basterebbe al massimo per 100 persone, e dove le persone per legge non dovrebbero rimanere se non per un breve periodo in attesa di essere trasferiti in altri centri, e in particolare i minorenni non dovrebbero essere rinchiusi se non per il massimo di 96 ore. Ma l’assistente sociale Angela Odo sottolinea che “la capienza è di 150 persone”, e che “le 170 presenze sono poche, visto che negli ultimi mesi ci sono state stabilmente oltre 400 persone”. Mi spiega che il problema è strutturale e che dipende della burocrazia, perché per essere smistati, “si devono smaltire prima un po’ di stranieri negli altri centri di permanenza”.

... continua
unacamena.   Nessun commento
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Gli occhi tristi di un'adolescente

24/11/2007 19:11 in varie

Nel suo sguardo c'è qualcosa di malinconicamente inatteso, inaccettabile e incomprensibile.

Ha il corpo della donna che ha finito di formarsi, che ha visto mutare il volume dei suoi fianchi, che ha smesso di toccarsi i seni rimanendo stupita davanti allo specchio della camera da letto dei suoi genitori. I capelli lunghissimi e biondi le cingono il suo viso dolce dallo sguardo spento. Il tono della sua voce è sempre identico; non si arrabbia e non gioisce, non si stupisce né inorridisce. Ad ogni domanda risponde sempre con lo stesso tono, dopo una breve pausa di comprensione.

L'adolescenza, a volte, ha il sapore amaro dell'incapacità di misurarsi con se stessa, di comprendere la propria dimensione nel mondo e quanto questa muti con il crescere dell'età. Tutto ciò che fai vale mano di quello che viene creato da ogni altra persona, e non ti senti all'altezza delle situazioni che ti si presentano davanti.

La conobbi in una mattina d'autunno, mentre il traffico delle macchine irrompeva nel rumore scrosciante della pioggia. Portava un paio di jeans e un maglioncino comune, per non dare troppo all'occhio. Il mucchio dei suoi capelli sembrava le coprisse il viso in maniera scomposta, quasi a volerla nascondere al mondo intero. La madre, bellissima, le sedeva accanto e sembrava incoraggiarla.

Sarà difficile sanare le buche nella strada già percorsa, ma ci sono viali alberati che si vedono in lontananza.

 


unacamena.   4 commenti
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Mi votu e mi rivotu

15/11/2007 14:20 in varie
Mi votu e mi rivotu suspirannu,
passu li notti 'nteri senza sonnu,
e li biddizzi tò vaiu cuntimplannu,
li passu di la notti finu a ghiornu,
pi tia non pozzu ora chiù durmiri
paci non havi chiù st'afflittu cori,
lu sai quannu ca iu t'hai a lassari
quannu la vita mia finisci e mori.


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TeatriMinimiInCercaDiSpazi

29/10/2007 02:34 in varie

unacamena.   Un commento